Manifestazione BASTA AEROPORTI IN CITTÀ sabato 16 maggio 2026, Sesto f.no (FI), ore 14.00
APPELLO: VERSO LE CAMMINATE DI MAGGIO E LA MOBILITAZIONE DEL 16
In un momento così delicato per il futuro della Piana e della nostra regione, crediamo sia necessario fare un passo in avanti, tutti insieme.
•Per bloccare il progetto (insensato e insostenibile) del nuovo aeroporto di Firenze.
•Per salvare il territorio della Piana Firenze-Prato-Pistoia e le aree rurali e verdi distrutte dal nuovo aeroporto, per una loro profonda riconnessione.
•Per rigenerare nel suo insieme l’ecosistema metropolitano con il Parco Agroecologico e le nuove economie a basso consumo energetico a esso connesse.
Il nuovo aeroporto, purtroppo, rischia di diventare realtà: più grande, con un numero spropositato di voli e con impatti ambientali sempre più inaccettabili. Né può essere la soluzione la cristallizzazione dell’attuale scalo, che già oggi presenta criticità urbanistiche, di sicurezza e di invivibilità per i sorvolati assolutamente intollerabili. Bisogna, infatti, ricordare che tali criticità sono state causate proprio dalla totale inadempienza (per 20 anni!) nelle azioni di verifica e controllo delle stesse Amministrazioni che oggi promuovono il nuovo scalo.
Nonostante il “sì con prescrizioni” della Commissione VIA Nazionale, assistiamo a un’accelerazione forzata da parte di Toscana Aeroporti, Regione Toscana e Ministero. Eppure la partita è tutt’altro che chiusa: restano aperti i ricorsi dei Comuni, dei Comitati e delle Associazioni. Non solo: mancano ancora passaggi fondamentali, a partire dal livello europeo, sulla tutela dei Siti Natura 2000 e sull’attuazione effettiva della Nature Restoration Law.
Siamo ormai certi delle criticità insormontabili di questo Masterplan: dalla deviazione del Fosso Reale allo stravolgimento delle acque basse, dall’aumento delle emissioni atmosferiche all’impatto acustico sul Polo Scientifico di Sesto e sulle aree industriali sorvolate, la mancata costruzione della linea 2.2 Aeroporto/Sesto confliggente con la nuova pista e dunque reale ostacolo alla navigazione aerea.
Molti stanno cercando di minimizzare queste criticità oggettive. Noi crediamo invece che ci siano ancora spazi di agibilità politica. La nostra lotta e le nostre proposte hanno – ora più che mai – pieno diritto di cittadinanza. Lo ripetiamo ancora una volta: non accettiamo compensazioni, specialmente quando queste portano a ulteriori devastazioni ambientali, come per il nuovo tracciato del Ponte di Signa, la cui variante – inserita come ‘compensazione’ per l’aeroporto – finirà per distruggere il Parco Fluviale e i Renai. La natura non può essere spostata alla stregua di un insignificante soprammobile!
Vogliamo la drastica riduzione dei voli attuali, il ritiro del Masterplan 2035 e la promozione di treni funzionali verso l’aeroporto internazionale di Pisa, vera porta d’accesso della Toscana. Ci opponiamo alla trasformazione dei nostri poli logistici in avamposti bellici: non vogliamo che il potenziamento di Firenze serva poi a liberare spazi per voli militari a Pisa, sottraendo infrastrutture preziose alla loro naturale funzione civile e sociale.
È tornato il momento di scendere in piazza. Costruiamo insieme la mobilitazione.
Facciamo quindi appello a tutti gli abitanti della Piana, alle Associazioni, ai Comitati, ai Comuni e a tutte le realtà impegnate contro le rendite immobiliari e finanziarie, l’overtourism, la privatizzazione della gestione di acqua, rifiuti e gas, contro lo spreco di energia.
Nella Piana, l’esponenziale consumo di suolo ha “divorato” e già compromesso il sistema idrogeologico e gli stessi equilibri storici della Toscana centrale, peraltro contravvenendo anche alla direttiva Direttiva UE 2025-2360, che compenetra l’obbligo di riduzione dell’edificato con la salvaguardia e il rafforzamento della Biodiversità – già prevista dalla “Nature Restoration Law”.
Il nuovo aeroporto va nella direzione sbagliata: ignora le norme vigenti più lungimiranti e aumenta il rischio idraulico in un territorio già duramente colpito dalle alluvioni del 2 novembre 2023 e del 14 marzo 2025. Non solo: incomprensibilmente sottrae habitat naturali e già funzionali alla Rete Natura 2000, pensando di ricrearli altrove, solo perché gli attuali habitat sono di ostacolo alla sicurezza aerea per la nuova pista.
Le camminate e la manifestazione del 16 maggio non sono punti di arrivo, bensì tappe fondamentali della lotta degli abitanti contro questa grande opera inutile. Ma soprattutto sono momenti cruciali per informare, coinvolgere e costruire consapevolezza intorno a un sogno che nutriamo: far vivere tra i cittadini la realtà del Parco Agroecologico della Piana!
Rivendichiamo il diritto delle comunità a un uso plurale e condiviso dei propri spazi di vita – agricoli, naturali e urbani – e a essere sempre parte attiva nei processi decisionali.
La difesa della Piana Metropolitana di Firenze Prato Pistoia non è e non è mai stata una vertenza locale, riguarda invece tutte le cittadine e tutti i cittadini toscani perché è qui, nel territorio più inquinato e antropizzato della nostra regione, che possiamo dimostrare alle Istituzioni che un altro progresso è non solo possibile ma necessario.
È quindi arrivato il momento di costruire una risposta collettiva all’altezza della sfida.
DIFENDERE LA PIANA — E DIRE “NO AEROPORTO, BASTA AEROPORTI IN CITTÀ!” — non è mera ideologia: è semplicemente dovere e responsabilità civile.
Atto Primo – Salute Ambiente Cultura
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio
ComitatoNo Aeroporto di Prato
Comitato No Tunnel TAV
Comitato sorvolati BROZZI QUARACCHI
LE PIAGGE
CUB Firenze
FLC CGIL – Università di Firenze
Grasp – Alterpiana Fi-Po-Pt
Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore- APS
Italia Nostra
Legambiente
Medicina Democratica Firenze
Orto Collettivo Natura È
Presidio No Inceneritori No Aeroporto
Rete Toscana per la tutela dei beni comuni
TESS Transizione Energetica Senza Speculazione
VAS – Vita Ambiente Salute ODV