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Gli scienziati di CHD chiedono la ritrattazione di uno studio danese che definisce "sicuro" l'alluminio nei vaccini

Il controverso studio danese del 2025 sosteneva l’assenza di legami tra l’alluminio presente nei vaccini pediatrici e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni. Tuttavia, un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria, redatto dagli scienziati di Children’s Health Defense, evidenzia come i dati stessi dello studio danese contraddicano le conclusioni degli autori.

di Suzanne Burdick, Ph.D. (link all’articolo in lingua inglese)


26 agosto 2026
Il controverso studio danese del 2025 sull’ alluminio nei vaccini dovrebbe essere immediatamente ritirato poiché i dati stessi dello studio contraddicono le conclusioni degli autori; questa è la tesi sostenuta in un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria da Brian Hooker, direttore scientifico di Children’s Health Defense (CHD), e Karl Jablonowski, ricercatore senior.

L’articolo di Hooker e Jablonowski è stato pubblicato questa settimana sulla rivista *Integrative Medicine: A Clinician’s Journal*.

Jablonowski ha dichiarato a *The Defender* che lo studio danese, pubblicato il 15 luglio 2025 negli *Annals of Internal Medicine*, rappresenta “un ottimo esempio di come possa diffondersi la cattiva scienza”.

Lo studio sosteneva l’assenza di qualsiasi legame tra l’alluminio presente nei vaccini pediatrici e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni.

Da allora, lo studio danese è stato citato 36 volte in pubblicazioni di ricerca come prova della sicurezza degli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini, ha affermato Jablonowski.

Lo studio ha suscitato un tale interesse mediatico e accademico da collocarsi nel primo 5% di tutti i lavori di ricerca, secondo Altmetric, una società che analizza l’impatto dei dati.

Tuttavia, tale attenzione non implica che le conclusioni degli autori danesi fossero corrette, ha osservato Jablonowski. Nella loro analisi critica, lui e Hooker hanno evidenziato una discrepanza tra i dati dello studio danese e le conclusioni tratte dagli autori.

“Lo studio che ha convinto il mondo del fatto che l’alluminio nei vaccini non causi l’autismo era solo una facciata”, ha affermato Jablonowski, aggiungendo che tale facciata è crollata sotto un esame approfondito.

Ci siamo ritrovati con una serie di domande senza risposta e con la prova che l’alluminio presente nei vaccini è positivamente associato ai disturbi del neurosviluppo.
 

Secondo gli autori danesi, i risultati dimostrano che l’alluminio nei vaccini è sicuro

Gli autori dello studio danese, ampiamente diffuso dai principali mezzi di informazione, hanno affermato di non aver riscontrato alcun legame tra l’alluminio contenuto nei vaccini e l’autismo.

Anders Hviid, professore e responsabile del dipartimento di epidemiologia presso lo Statens Serum Institut nonché uno degli autori dello studio, ha dichiarato a MedPage Today che i risultati “forniscono prove solide a sostegno della sicurezza dei vaccini pediatrici”.

“Si tratta di elementi di cui genitori, medici e funzionari della sanità pubblica hanno bisogno per compiere le scelte migliori per la salute dei nostri figli”, ha affermato Hviid.

In un comunicato stampa, Hviid ha definito i risultati “rassicuranti” e ha sottolineato l’importanza di studi su larga scala come il suo in “un’epoca caratterizzata da una diffusa disinformazione sui vaccini”.

Tuttavia, secondo Hooker e Jablonowski – che hanno esaminato lo studio e i dati rettificati – i dati corretti, aggiunti successivamente alla data di pubblicazione originale, dimostrano che gli autori avevano commesso un errore.

Essi hanno concluso che i dati dello studio, condotto su 1,2 milioni di bambini, indicano chiaramente un legame tra l’alluminio nei vaccini e l’autismo.

 

Dati corretti mostrano un legame tra vaccini e autismo

Il 17 luglio 2025, gli *Annals of Internal Medicine* hanno aggiunto una nota di rettifica allo studio danese, dichiarando che esso “includeva una versione errata del materiale supplementare al momento della pubblicazione iniziale”.

Il materiale aggiornato è disponibile tramite il link allo studio intitolato “Correction: Aluminum-Adsorbed Vaccines and Chronic Diseases in Childhood” (Rettifica: Vaccini adsorbiti su alluminio e malattie croniche nell’infanzia).

In una precedente intervista, Jablonowski ha affermato: “Secondo i dati corretti, quasi 10 bambini su 10.000 (9,7) vaccinati con una dose più elevata di alluminio (rispetto a una dose moderata) hanno sviluppato un disturbo del neurosviluppo — principalmente autismo — tra i 2 e i 5 anni di età”.

Il giorno prima della pubblicazione dello studio e tre giorni prima che la rivista diffondesse la rettifica, Hviid aveva dichiarato a numerosi organi di stampa che lo studio dimostrava come l’alluminio contenuto nei vaccini non causasse l’autismo.

Hooker ha ipotizzato che gli autori danesi potessero essere più propensi a produrre risultati favorevoli alla vaccinazione, dato che lavorano presso lo Statens Serum Institut, un ente di ricerca con una storia di produzione di vaccini.

Ad esempio, Hooker ha osservato: “L’analisi dello studio non prevedeva in realtà alcun gruppo di controllo a ‘esposizione zero’. Al contrario, come accade per la maggior parte degli studi ‘comprati’ dall’industria, ha messo a confronto l’esposizione a ‘una certa quantità’ di sali di alluminio con l’esposizione a ‘una quantità leggermente superiore’ di sali di alluminio”.

Hviid ha dichiarato di aver ricevuto finanziamenti dalla Novo Nordisk Foundation, ente collegato al colosso farmaceutico Novo Nordisk.

 

RFK Jr.: i ricercatori danesi hanno diluito “qualsiasi segnale di danno”

L’analisi di Jablonowski e Hooker è l’ultima di una lunga serie di critiche feroci al controverso studio sull’alluminio.

Il 1° agosto 2025, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. ha pubblicato un editoriale su TrialSite News in cui illustrava le numerose lacune dello studio danese. Ha scritto:

“I media mainstream, asserviti e finanziati dalle aziende farmaceutiche, sempre pronti a difendere i dogmi dell’industria, hanno celebrato trionfalmente questo studio come prova della sicurezza dell’alluminio, senza nemmeno esaminare superficialmente le carenze fondamentali dello studio o i conflitti di interesse finanziari dei suoi autori”.

Lo studio ha escluso i bambini ad alto rischio, ha affermato Kennedy. I ricercatori danesi hanno inoltre eliminato una coorte a esposizione zero.

“Invece di valutare separatamente questo gruppo di non vaccinati e di considerare questi bambini come gruppo di controllo, li hanno accorpati alla coorte meno esposta, diluendo così qualsiasi segnale di danno”, ha scritto.

Kennedy ha concluso affermando che, quando si tratta di ricerca sull’alluminio nei vaccini, “ciò che serve non sono ulteriori modelli statistici concepiti per occultare i segnali di danno, bensì una ricerca indipendente fondata su piena trasparenza, integrità metodologica e sul coraggio di affrontare verità scomode”.

Hooker e Jablonowski hanno concordato con questa posizione. Sono stati coautori di un rapporto sottoposto a revisione paritaria che spiegava come e perché lo studio danese non sia riuscito a dimostrare la sicurezza dell’alluminio nei vaccini.

Nel dicembre 2025, la rivista *Journal of Trace Elements in Medicine and Biology* ha pubblicato il rapporto. Oltre a Hooker e Jablonowski, tra gli autori figuravano 10 scienziati ed esperti di spicco nei campi della tossicologia dell’alluminio e dei danni da vaccino.

Hooker ha dichiarato che la nuova pubblicazione sua e di Jablonowski offre “un’analisi più dettagliata delle carenze fondamentali” dello studio danese.”

(traduzione a cura di Tiziana Vigni)

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