Non bisogna dimenticare che il modello di business della pandemia CoViD19 ricalca molto bene il modello di business di Windows e prima del MS-DOS. Tu fai un unico prodotto per un mercato di riferimento che è tutta la terra (i suoi abitanti tutti sono i potenziali clienti) ed è il sistema operativo, che imponi con la complicità dei governi collegati alla NATO (il nostro emanò una legge che sguinzagliò la GdF per cercare chi aveva il s.o. copiato ed anche la PA, invece che adottare Unix o derivati, Linus, Ubuntu, ha pagato motu proprio una licenza per ogni pc, accettando il criterio di Bill Gates che ogni macchina – non ogni utente – dovesse avere un Windows o Ms Dos). Poi infetti il s.o. con i virus e vendi le nuove release e gli antivirus (i vaccini informatici, che non servono su Linus, Ubuntu). Con la pandemia fai la stessa cosa. Prima la provochi, almeno indirettamente, creando o finanziando laboratori nel mondo, che giocano all’apprendi sorcier (parole di Luc Montagnier) creando virus OGM con la scusa di inventare vaccini. E quando un Ordine Presidenziale USA nel 2015 (vedere l’inchiesta dedicata di TG3 Leonardo in quell’anno) ne vieta la pratica in USA e in occidente, si migra su Wuhan, ma si rimuove l’Ordine in tempo per mettere a punto i nuovi vaccini anti CoV19 (tanto erano quasi pronti, messi a punto per il Sars-1, così come i tamponi molecolari). Quando la pandemia scoppia, si usa il WHO al posto della NATO per imporre al mondo la stessa pratica sanitaria: no alla medicina territoriale, la diagnostica – i tamponi – concentrata nelle mani della medicina pubblica – un astuto modo per sfruttare il nemico di classe direbbe Warren Buffett -, così si possono alterare le statistiche e vietare le autopsie, uccidendo con l’intubazione tutti i pazienti che hanno sviluppato la CID, curabile con eparina a basso peso molecolare, mentre la malattia è curabile con plasmaferesi, anticorpi monoclonali, ecc. Naturalmente con questa strategia marketing si possono rimuovere gli ostacoli innanzitutto alla pratica di sviluppare virus OGM, visto che servono per combattere la pandemia (Astrazeneca e J&J), con ogni conseguenza nel campo agroalimentare (la Gismondo ha osservato criticamente: se ti spari un OGM via intramuscolare, perché non mangiarne?) ed anche gli ostacoli alle terapie geniche (la UE rimuove subito il suo divieto) vengono rimosse, aprendo strade alla medicina del futuro, quella che mette le mani sul genoma umano, dopo averlo fatto sul patrimonio genico agro-alimentare). E poi tutte le trasformazioni sociali, l’importanza di un grande esperimento marketing come questo? Sarà un modello, non sarà vero perché sarebbe complottismo (ma vogliamo davvero credere che le steagi di stato in Italia o il colpo di stato in Cile o le guerre in Jugoslavia, in Iraq e in Afganistan, in Libano e in Siria, siano tutti piccoli fenomeni locali?).
Post scriptum: Di tale modello di business ne sa qualcosa Astrazeneca che, secondo Burioni, avrebbe avuto un profitto di 213 miliardi (non ha specificato se dollari, euro o sterline), nel 2020.
Né si può negare che anche questa volta la Nato non abbia fatto la sua parte, come ai tempi del Dos e del Windows: infatti i vaccini russi e cinesi in Occidente non hanno toccato palla.

Livio Giuliani

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