L’EMERGENZA PERMANENTE –
INTRODUZIONE DI TIZIANA VIGNI ALL’INCONTRO
PRESSO IL TEATRO AURORA (SCANDICCI, FI)
8 SETTEMBRE 2023

Siamo approdati al regime dell’informazione che determina i processi sociali, economici e politici. Decisivo per il potere non è più il controllo dei mezzi di produzione, bensì quello sull’informazione ai fini della sorveglianza psico politica, siamo bestie da dati a da consumo e il nostro corpo è il terreno di caccia.

Nel panottico di Bentham il prigioniero viene costantemente sorvegliato attraverso grandi vetrate, giustamente criticato dal Focault di Sorvegliare e Punire, nel regime dell’informazione è proprio il senso di libertà a garantire il dominio, il sistema sussurra, convince, spaventa ma non costringe: si fa per dire.

Il flagsship store della Apple è un cubo di vetro accessibile e trasparente ed è l’esatto opposto del Dio invisibile del roveto ardente sul cui volto è vietato alzare gli occhi (Esodo vv. 18-23).

Ma lo tsunami delle informazioni, la loro continua accellerazione, spacciata per trasparenza, non ci permette un’ordinata e razionale analisi di quanto ci viene costantemente e incessantemente fornito, ce ne manca il tempo.

Nella attuale infocrazia basata sui BIG DATA, non ci sono pretese di validità, in questa guerra informatica non c’è posto per il discorrere, per il confronto e l’altro lentamente evapora, sparisce in nome di un solitario credo egotico, che niente e nessuno potrà scalfire.

L’humus dello scambio, del rispetto del pensiero altrui che nutre un sistema democratico lascia il posto a zombie del consumo e della comunicazione autoreferenziale, oserei dire autistica, in cui il rapporto con i propri simili, magari dissenzienti, non esiste a priori, se sei un novax io non ti ascolto, non ti parlo. Sappiamo che certe dinamiche non si creano certamente da sole.

La scomparsa dell’altro uccide quindi il discorso, uccidendo insieme la razionalità comunicativa che presuppone sempre un contro interessato.

 Il discorso è una pratica dell’ascolto e la crisi della democrazia è una crisi dell’ascolto, come afferma il filosofo Chul Han.

Al di fuori della cerchia tribale a cui appartengo ci saranno soltanto nemici.

 Vorrei spendere allora due parole sulla verità di una narrazione.

Secondo Nietzsche la verità è un costrutto sociale che serve a rendere possibile la convivenza umana, a darle un fondamento esistenziale. La verità oggi ha perso cinicamente questa spinta esistenziale, spazzata via dalla ferocia economica delle multinazionali assetate di informazioni da manipolare, più vicine al “totalitarismo di qualunque altra istituzione umana”, secondo Noam Chomsky.

Il nuovo nichilismo è un sintomo della società dell’informazione etero diretta da queste organizzazioni sovra statali prive di ogni scrupolo. Una indifferenza alla verità dei fatti che lascia sgomenti senza nessuno che abbia voglia di gridare “il re è nudo”.

Nello stato totalitario della sorveglianza di Orwell il Ministero della Verità ha la funzione centrale di manipolare i fatti, così il passato si cancella e con esso la storia di un popolo, intercettandone il futuro. Ma senza ricerca della verità la società è destinata a disintegrarsi, tenuta insieme solo da interessi economici che non possono certamente creare coesione sociale se non diversificati: la merce sostituisce il vero.

In questo scenario io invoco il ruolo della donna, ontologicamente e biologicamente votata alla dualità, quindi all’ascolto ed è in questa ottica che anche io sono qui, con tutti voi, per ascoltare i nostri relatori, veniamo magari da mondi lontani, ma sono pronta allo scambio, sono pronta ad imparare e forse a cambiare idea in nome del noi.

Ringrazio infine i nostri ospiti per il coraggio della verità.

La vera democrazia ci insegnano i Greci (lo storico Polibio) è guidata da due principi l’isegoria ovvero il diritto di esprimersi liberamente e la parresia, l’obbligo di dire la verità. Chi parla con coraggio nonostante tutti i rischi che questo comporta pratica la parresia, “atto politico” essenziale per la democrazia.

 E’ quindi, a mio sommesso avviso, la preoccupazione per la ricerca della verità che ci deve guidare e che stasera ci guida.

Per Hanna Arendt la verità possiede la solidità dell’essere, nell’era digitale la verità è sopraffatta dalla fugacità, dal rumore assordante delle informazioni etero dirette, che si nutrono dei nostri dati, delle nostre vite.

Tiziana Vigni, Presidente di Atto Primo Salute Ambiente Cultura

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