AttoPrimo ODV

NOTE DI REPLICA AL DOTT. BASSETTI SUL CASO MONTAGNIER.

Gent.mo dott.Bassetti,

La prego di consentire una mia replica ai suoi recentissimi commenti sul compianto Prof. Luc Montagnier.

Sono sicura che, da uomo leale qual è, non temerà il confronto con la mia narrazione che spero troverà addirittura stimolante.

  1. I 35 Premi Nobel e la “Lettera Scarlatta”

Lei sa che la gelosia e l’invidia sono spesso il principale motore delle azioni umane?

 Anche in questo caso, probabilmente, questi brutti sentimenti hanno ispirato la lettera dei 35 premi Nobel che avrebbero voluto essere nominati -magari- al posto del Prof. Montagnier nella Direzione del prestigioso Centre International de Reference Chantal Biya in Camerum.

Ma chi altri, se non colui che ha scoperto il virus HIV, avrebbe potuto occupare quel posto?

Consideri che il budget a disposizione del Centro era di 20 milioni di dollari l’anno e certamente, converrà, che la gestione, per la ricerca scientifica, di una tale somma avrebbe fatto gola a chiunque del settore.

Nonostante i denigratori, Montagnier, il Premio Nobel Montagnier, il benefattore dell’umanità per eccellenza, ha continuato a svolgere quel prezioso incarico in Camerum.

  1. L’Omeopatia e il rapporto medico – paziente

Ricordo che solo in Italia 9 milioni di persone, circa il 14% della popolazione, usa o ha usato i prodotti omeopatici. Non credo che le 9 milioni di persone citate siano tutte “rimbambite”, se i prodotti omeopatici vengono utilizzati da così tanti soggetti significa che forse funzionano.

 Inoltre, i prodotti omeopatici sono completamente a carico di chi li usa, pertanto chi si cura con questa terapia complementare non incide sulla spesa pubblica sanitaria.  Sono inoltre riconosciuti come “medicinali” per legge e devono essere infatti acquistati in farmacia, mentre l’AIFA ne gestisce l’aggiornamento con controlli periodici. Essendo trattamenti complementari possono convivere senza nessun problema con il farmaco allopatico, in quanto assolutamente autorizzati, preme ribadirlo, sotto il profilo legale, come i trattamenti “convenzionali”.

Che un Premio Nobel se ne sia occupato mi sembra assolutamente tipico della vivace curiosità intellettuale, priva di schemi, propria  di un vero RICERCATORE nel senso più alto del termine.

L’approccio omeopatico, infine, è straordinariamente efficace anche per il rapporto di empatia che viene ricercato e agito tra paziente e medico. Purtroppo questo fondamentale rapporto, che richiama la medicina “ippocratica”, è oramai troppe volte dimenticato.

  1. Il termine “NO VAX”: diffamatorio

Lei saprà, da persona attenta e qualificata, che il termine “no vax” è stato ritenuto diffamatorio  dal Tribunale Penale di Perugia, con la sentenza n. 517/2024.

Allora mi chiedo perché continuare a usare questo singolare e triste termine, oltretutto a sproposito nel caso di specie, perché le assicuro che il Prof. Montagnier, in veste di virologo dell’Istituto non a caso intitolato a Pasteur, non è mai stato -in tutta la vita- contro i vaccini tout court ma ha espresso l’inopportunità di effettuare una vaccinazione di massa durante un’epidemia, in ragione di considerazioni ben note ai naturalisti darwiniani e ai virologi genetisti di buona scuola: la pressione ambientale crea mutazioni e la presenza di un bacino ambientale favorevole agli organismi mutati, crea la selezione naturale. (Anche il Prof. Ricciardi ne parlò durante una intervista televisiva su La7 nel corso dell’anno 2021).

Non solo. Montagnier riteneva che i vaccini RNA messaggero, che il d.l. n. 44/2021 ha reso obbligatori in Italia per i sanitari, per le FF.OO, per gli insegnanti e per gli over 50, per un lungo periodo, non fossero stati sufficientemente testati e che presentassero troppi rischi per la salute umana. Mi permetta di allegare la lettera del 7 agosto 2021,  scritta da Montagnier e indirizzata alla mia persona sul tema.

  1. Correlazione tra vaccini pediatrici e autismo

Il CDC (Center for Disease Control and Prevention) importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America ha modificato la pagina su vaccini e autismo sostenendo che l’affermazione “i vaccini non causano l’autismo” non è basata sull’evidenza scientifica.

Nel frattempo il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha avviato una valutazione completa delle cause dell’Autismo che comprende indagini su plausibili meccanismi biologici e potenziali nessi causali. Mi pare assolutamente corretta questa impostazione.

Molti genitori narrano che dopo la vaccinazione i loro figli si sono ammalati di autismo.

Di più. Il grave disturbo sta crescendo esponenzialmente in tutto il mondo occidentale.

Non le pare di fondamentale importanza approfondire le cause di questo drammatico problema ?

Io ritengo che sia assolutamente necessario.

Perché allora censurare in modo pregiudizievole chi come il Prof. Montagnier si è posto delle domande sul tema? Anche i genitori che denunciano la correlazione, seppur in modo empirico, tra vaccinazione e autismo sono dei “rimbambiti” ?

 Un Ministro della Salute negli USA che vuole approfondire le ragioni di questa terribile impattante patologia che finirà per pesare sull’intero sistema sociale di molte nazioni è anch’esso un “rimbambito” ? Io credo di no.

Approfondire, valutare, studiare, ricercarne le cause è un atto dovuto, nella speranza che questi nuovi studi non siano pagati dalle case farmaceutiche che producono vaccini: per ovvie ragioni.

Ecco perché la scienza dovrebbe restare sempre indipendente e libera da soverchianti interessi economici !

  1. La manipolazione del virus Sars-CoV2

Sull’origine del virus preme citare la circostanza che anche il famoso economista e scrittore di fama mondiale, Jeffrey Sachs, già consigliere del Segretario Generale dell’ONU, ha sposato la dirompente tesi di Montagnier di un virus Sars-CoV2 creato in laboratorio.

Il professor Sachs, che è stato nominato per due volte dal Time tra i cento personaggi più influenti al mondo, ha continuato dicendo «non lo sappiamo per certo, ma ci sono prove sufficienti che dovrebbero essere esaminate e non sono oggetto di indagine, non negli Stati Uniti, né da nessuna parte».

Nel maggio 2022 Sachs, insieme al professore di farmacologia molecolare – uno specialista di DNA, diversamente da un semplice infettivologo – Neil Harrison, della sua stessa università, la Columbia University, ha pubblicato un articolo nei Proceedings of the National Academy of Sciences degli Stati Uniti, suggerendo che il Covid sia stato creato in laboratorio, precisando che le informazioni importanti non fossero state sottoposte a un «esame indipendente, trasparente e scientifico».

Siccome Sachs era stato a capo della Commissione Lancet Covid-19, istituita all’inizio della pandemia per assistere i governi e valutare i dati e aveva coordinato una task force, che ha indagato sulle origini dell’epidemia, non mi pare peregrina la sua tesi, nè può essere fonte di ilarità.

Il professore Sachs è stato chiaro: «Sono abbastanza convinto che il coronavirus sia un prodotto della biotecnologia di laboratorio statunitense e non della natura. Posso sostenere ciò dopo due anni di intenso lavoro».

Tre anni fa ad affermarlo è stata anche la biologa molecolare canadese, Alina Chan, del Massachusetts Institute of Technology (Mit), la quale ha sostenuto che una mole crescente di prove fa pensare che il virus sia “fuoriuscito da un laboratorio di ricerca di Wuhan, in Cina”.

Montagnier è in buona compagnia.

  1. I Campi Elettromagnetici e le ricerche sul tema di Montagnier

Il Prof. Luc Montagnier, ricercatore straordinario da Premio Nobel, ha approfondito lo studio delle due matrici del vivente: l’acqua e i campi elettromagnetici (sulle matrici del vivente cfr. Albert Szent Gyorgy Premio Nobel per la Medicina 1937).

Nel 2009 il Prof. Montagnier pubblica, infatti, sulla rivista cinese, Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences, un articolo dal titolo: “Rilevazione elettromagnetica di DNA di HIV nel sangue di pazienti affetti da AIDS trattati con terapia antiretrovirale”, un articolo in cui si rivela l’esistenza di segnali elettromagnetici prodotti dal DNA.

Nonostante l’articolo abbia avuto, quando il Professore era ancora in vita, 76 citazioni su articoli di pari e 593 letture, non sono mancati i detrattori, soprattutto tra i medici, forse non in grado di comprendere la fisica alla base dell’articolo, che implica nozioni di elettromagnetismo ed elettrodinamica quantistica.

Solo quindici mesi dopo, a scorno dei descritti detrattori, che sostenevano l’inesistenza di onde elettromagnetiche emesse dal DNA,  due dei migliori scienziati americani, due biofisici newyorkesi, Martin Blanck e Reba Goodman, professori alla Columbia University, pubblicano sull’International Journal of Radiation Biology, l’articolo “il DNA è un’antenna frattale di campi elettromagnetici”, in cui descrivono il meccanismo elettronico attraverso il quale il DNA, ma anche suoi limitati segmenti –dove possono distribuirsi i singoli geni– emettono onde elettromagnetiche.

E questo spiegherebbe la peculiare interazione tra CEM (Campi Elettromagnetici) e cellule umane:  dato, già osservato da Montagnier, per il quale solo nella fase infettiva del virus risultava possibile rilevare il segnale del DNA; durante la fase infettiva infatti si ha l’espressione genica emissiva del virus correlata alla sua morbilità; in altre parole un segmento del DNA virale, per così dire, messo a nudo, direttamente nell’acqua vicinale e senza isolanti frapposti, percorso da corrente, diventa un’antenna, capace di emettere l’intero DNA od una sua parte, proprio secondo il significato dell’aggettivo frattale.  

Il tema è di rilevante importanza per le seguenti ragioni. Secondo la narrazione della Direzione Generale dell’OMS, non condivisa dall’Italia, in virtù dei DPCM Berlusconi 8 luglio 2003, i Campi Elettromagnetici (CEM) o meglio le radiazioni non ionizzanti interferiscono biologicamente con il corpo umano solo con effetti termici, non vengono pertanto riconosciuti dal main stream gli effetti non termici, come invece riconosce una folta schiera di scienziati nel mondo.

Tali effetti non termici possono essere negativi a seconda della loro frequenza, modulazione e forma d’onda come hanno dimostrato gli studi pubblicati nel 2017 dall’Istituto Ramazzini e dal National Toxicology Program americano.

Con l’avvento dell’Internet delle cose, dell’Intelligenza artificiale, si moltiplicheranno non solo le antenne e le stazioni radio base, ma c’è il rischio di un ulteriore aumento dei limiti di esposizione della popolazione ai Campi Elettromagnetici.

I limiti hanno purtroppo già subito un aumento dai 6V/m -limite che esprimeva in modo eccellente il principio di precauzione, perché consentiva una rete efficiente, tutelando al contempo la salute della popolazione, in particolare quella dei bambini- ai vigenti 15V/m, per le esposizioni non occasionali.

Vede quanto dobbiamo al prof. Montagnier ?

  1. Gli articoli sul Covid di Montagnier

Sono stati tanti gli appelli di Montagnier ai Ministri della Salute di tutto il mondo al tempo della Pandemia, legga con attenzione la lettera scritta dal Nobel di suo pugno qui allegata.

Nel caso di un suo articolo -ammesso e non concesso che qualche rivista scientifica potesse accettare un suo articolo, visto l’ostracismo che lo circondava- chi sarebbe stato il pari in grado di giudicare Montagnier, sicuramente nessuno.

Le parole di Montagnier, in qualunque contesto sono di per sé scienza e della più alta tessitura e qualità possibile.

*****

  1. Un appello

A questo punto, dott. Bassetti le lancio un appello, una richiesta sincera.

Perché non incontrarsi in modo serio per un reale confronto scientifico sui temi succitati ?

Habermas filosofo e sociologo tedesco ritiene che vi debba essere nella comunicazione un accordo sul significato per non rischiare di cadere in un regime illiberale e armato.

La democrazia, pertanto, sta soprattutto nel confronto che è etico e, quindi democratico, se lo scambio di informazioni si verifica in assenza di coercizione, dominio o manipolazione.

 A lei sembra che i così detti “no vax”, nella maggior parte dei casi così appellati impropriamente, abbiano avuto la possibilità di un confronto democratico? Abbiano avuto la possibilità di replicare, ascoltati con civiltà e rispetto, a critiche quasi sempre feroci, ingiuste e divisive?

Le assicuro che la risposta è negativa. Le assicuro anche che ci vuole davvero coraggio per trovare e ottenere uno spazio narrativo senza essere pronti a supportare le cronache di Big Pharma.

Ricordo che nelle trasmissioni di grido, durante la Pandemia, venivano spesso invitati medici, biologi o avvocati, presentati come no vax, che suscitavano tra gli altri invitati ad hoc, come minimo lo sghignazzo, quando appunto qualche temerario accettava la sfida televisiva. Un teatrino ben programmato.

Forse solo Garattini si può permettere di parlare come sta parlando, ma anche lui, oramai anziano e in pensione, dovrebbe limitarsi a spingere la carrozzina dei nipoti ? Ci auguriamo di no.

Secondo Noam Chomsky le grandi multinazionali sono una “delle forme più vicine al totalitarismo” esistenti nel mondo moderno. Pronte a tutto, come abbiamo, visto pur allargare il proprio potere economico.

Così va il mondo direbbe il buon Vonnegut.

Io però non riesco a perdere la speranza e vorrei terminare questa lunga nota, citando le ultime parole del Prof. Montagnier al Parlamento di Lussemburgo, il 12 gennaio 2022, sui vaccini contro il SARS-Cov2 mRNA: “Questi vaccini sono veleni. Non sono dei veri vaccini. L’RNA messaggero permette la traduzione del suo messaggio in tutto il corpo, senza controllo. Nessuno può dire, per ciascuno di noi, dove andrà a finire questo messaggio…»

La medicina deve avere un atteggiamento etico che si traduce nel principio del primum non nocere.

Io credo che una nuova forza egemonica si farà strada tra le persone e, allora, il tracciato intellettuale del Prof. Montagnier, anche quella parte che lei disapprova peraltro mi permetta in modo assai poco elegante perchè il Prof. Montagnier oggi non può più replicare e difendersi, resterà nella storia, ma prima di tutto, nel cuore di chi lo ha seguito e apprezzato sino in fondo.

Dobbiamo ringraziare solo il Prof. Montagnier per il suo illuminante coraggio, la sua strabiliante resilienza, per il suo meraviglioso supporto nella ricerca della verità.

Noi faremo la nostra parte, prenderemo dal suo esempio quella dignità, quella libertà di pensiero, generosa nel suo abbraccio con gli ultimi, che porteremo sempre con noi.

Mi auguro, dott. Bassetti, che anche lei d’ora in avanti farà la sua.

Siena, 12 febbraio 2026

Avv. Tiziana Vigni

Scarica il pdf della lettera:

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